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Il surfcasting, letteralmente, significa lancio nell'onda. Infatti questa disciplina
è caratterizzata da due elementi: il lancio e le onde del mare.
La ricerca ossessiva delle zone più pescose associata
alla maniacale preparazione dei terminali, fanno di
questa tecnica una delle sfide più difficili di ogni
pescatore che voglia sentirsi un surfcaster.
Il campo d'azione è la spiaggia e l'attrezzatura
è studiata per permettere lanci lunghi e facili
con piombi (anche pesanti), conservando però
la sensibilità alle toccate del pesce. Occorre precisare,
però, che non sempre è necessario effettuare lanci lunghi.
A volte le zone di pascolo dei pesci si trovano a
pochi metri dalla riva, quindi si adotta la tecnica
più usata e conosciuta che prevede la canna alle spalle
del lanciatore, piombo a terra e una distanza ridotta tra
piombo e punta della canna; braccia alte, si
imprime velocità alla canna cercando di portare
alla portata delle bocche dei nostri amici pinnati,
le nostre succulente esche.
Tuttavia il più delle volte, a causa
di fondali non proprio congeniali per i lanci ridotti,
bisogna portare a distanze notevoli le nostre esche.
A questo proposito si sono aggiunte altre due
tecniche usate anche dagli atleti del lancio tecnico,
disciplina svolta sotto il patrocinio della FIPSAS
e che oggi ha nei lanciatori italiani fortissimi interpreti.
Le due tecniche sono il pendulum o pendolare e il ground.
La prima è una tecnica che permette di sviluppare tanta
energia a tal punto da dover utilizzare un paradito
in nylon per non tagliarsi, raggiungendo le massime
distanze (anche se occorre tanto allenamento);
consiste nel far pendolare il piombo in aria per poi
lanciarlo in mare, con una rotazione del corpo.
La seconda, invece, ha le caratteristiche del
pendulum, ma presenta la necessità di posizionare il
piombo a terra; ruotando il corpo s'imprime alla canna
la necessaria forza per sollevare il piombo e
scagliarlo verso il punto in mare da noi prescelto.
Questo tipo di pesca, lasciatelo dire,
ha un fascino tutto suo che coinvolge ogni
amante del mare, sedotto forse dalla notte
(dato che il Surfcasting si pratica soprattutto nelle ore notturne)
o forse dalle prede che popolano i nostri sogni,
prima ancora di popolare il mare che ci troviamo di fronte.
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